Si parla sempre più spesso di portare, o riportare, le persone a vedere gli eventi sportivi e con la disciplina del destination management è possibile iniziare un percorso virtuoso di avvicinamento delle persone agli stadi.

Il calcio italiano è emblematico del momento negativo di attrazione che ha lo sport verso gli italiani che preferiscono rimanere comodamente sedute a casa a guardare le gesta dei propri sportivi dal televisore, perdendo l’occasione unica di vivere in prima persona questa esperienza.

Certo molte problematiche, analizzando il mondo del calcio, sono dovute agli impianti sportivi tante volte in condizioni fatiscenti, altre problematiche derivano invece da una scarsa cultura sportiva (incidenti tra tifoserie) e altre ancora dai prezzi a cui vengono venduti i biglietti che sono poco giustificabili dal momento del prevalere delle due condizioni dette poc’anzi.

Le operazioni da effettuare per riportare le persone a vivere gli impianti e le manifestazioni sportive sono principalmente due: investire nell’ammodernamento degli impianti e investire nella formazione culturale della tifoseria, a seguire invece dobbiamo avere ben chiari altri tipi di investimenti dedicati alla cura dell’utente e a stimolarlo per incentivare la sua partecipazione all’evento sportivo.

Sulla prima operazione possiamo dilungarci a lungo, gli impianti sportivi (eccetto alcuni casi d’eccellenza come lo Juventus Stadium, il Mapei Stadium e da ultimo la Dacia Arena dell’Udinese Calcio) hanno bisogno di essere riammodernati, devono subire profonde ristrutturazioni che ne modifichino l’aspetto e la fruibilità.

Sulla seconda invece possiamo investire in maniera efficace per passare i messaggi positivi dello sport, educando i tifosi al rispetto verso l’avversario e a prevenire eventuali problematiche lavorando in stretto contatto con le forze dell’ordine come sta già avvenendo.

Ma cosa può fare la disciplina del destination management per il calcio?

Il Destination manager è colui, che per stessa definizione, cura la destinazione e oggi dobbiamo comprendere che lo stadio è una destinazione!
E’ una destinazione, che seppur vissuta attualmente poco ( 1 max 2 giorni a settimana), è di vitale importanza per i club sportivi!
I club devono incentivare la presenza di tifosi nei loro impianti, perché questa presenza, genera profitti che alle società permettono di mantenere il proprio livello sportivo elevato.
Come ogni destinazione anche lo stadio deve essere comunicato, deve offrire all’utente varie possibilità di svago (non solo legarlo alla semplice partita) o offrire esperienze uniche all’utente, dall’incontro con i propri beniamini alla possibilità di “toccare con mano” la storia del club amato.

Lo stadio deve essere una destinazione che provoca emozione all’utente, proprio come lo è una destinazione turistica a tutti gli effetti.
L’utente/tifoso dovrà sentirsi “coccolato” dal proprio club e dovrà essere motivato a seguire la propria squadra nel suo impianto, dovrà sentire l’impianto sportivo “casa sua”!

Oggi alcune società sportive stanno cominciando ad attuare alcuni di questi principi di destination management per il calcio sarà, forse, la volta buona che il calcio italiano ritorni ad occupare le posizioni perse sia a livello sportivo, sia a livello economico?

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