Aprire una struttura ricettiva extralberghiera in Italia non è mai stato semplice. Ma negli ultimi anni la normativa si è fatta più fitta, più puntuale e — soprattutto — più uniforme a livello nazionale. Se stai valutando di mettere a reddito un immobile o di trasformare la tua ospitalità in un’attività strutturata, la prima domanda da porsi è questa: che tipo di struttura vuoi gestire?

B&B, affittacamere e casa vacanze non sono sinonimi. Sono categorie giuridiche distinte, con obblighi diversi, regimi fiscali diversi e, spesso, aspettative di ospiti completamente diverse. Conoscere le differenze non è un esercizio burocratico: è la base su cui costruire un progetto sostenibile.

Il B&B: ospitalità domestica con regole precise

Il Bed and Breakfast è la formula più familiare — nel senso letterale del termine. Chi gestisce un B&B deve risiedere nell’immobile in cui accoglie gli ospiti. Questa non è una formalità: definisce l’intera natura del servizio. La prima colazione è preparata e servita dal titolare o dai suoi familiari, le camere disponibili sono solitamente tre o quattro, con un massimo di dodici posti letto.
L’attività può essere svolta in forma non imprenditoriale — senza partita IVA — a condizione che rimanga occasionale e preveda periodi di interruzione durante l’anno. Il reddito generato si dichiara come reddito diverso nel Modello 730, con tassazione IRPEF sulle aliquote progressive del contribuente.
In Veneto, la normativa di riferimento è la Legge Regionale n. 11 del 2013, che classifica i B&B con un sistema da uno a tre “Leoni” anziché le tradizionali stelle. Prima di avviare l’attività, occorre ottenere la classificazione regionale e poi presentare la SCIA al SUAP comunale. Un iter in due passaggi che molti sottovalutano.

Da sapere sul fronte sicurezza: dal 1° gennaio 2025, anche i B&B non imprenditoriali sono obbligati a installare rilevatori di gas, monossido di carbonio ed estintori portatili. La stagione del “fai da te” non regolamentato è definitivamente chiusa.

>>> Qui la nostra guida dedicata all’apertura di un B&B.

L’affittacamere: quando l’ospitalità diventa impresa

L’affittacamere è un’attività imprenditoriale a tutti gli effetti. Non richiede la residenza del gestore, può avvalersi di personale dipendente, può gestire fino a sei camere distribuite in un massimo di due appartamenti nello stesso stabile. Partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese sono obbligatorie sin dall’inizio.
Sul piano fiscale, chi sceglie questa formula può orientarsi verso il regime forfettario — vantaggioso se i ricavi annui non superano gli 85.000 euro — con una tassazione del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni) applicata su un imponibile calcolato forfettariamente al 40% dei ricavi. Per strutture con costi elevati e ricavi importanti, il regime ordinario con IVA al 10% e deduzione analitica dei costi può risultare più conveniente.
A partire dal 1° aprile 2025, i codici ATECO per il settore sono stati ridisegnati: il codice specifico per i B&B imprenditoriali è il 55.20.41, mentre per le case vacanze si usa il 55.20.42. I titolari di partita IVA sono soggetti ai contributi INPS tramite la Gestione Commercianti, con un’aliquota intorno al 24-25% — un costo fisso da inserire fin da subito nel business plan.

La casa vacanze: flessibilità massima, logistica da gestire

La casa vacanze offre l’intera unità abitativa all’ospite: spazi privati, cucina funzionale, autonomia totale. Il gestore non deve essere presente né residente nell’immobile. Questa formula si adatta sia al privato che affitta occasionalmente sia all’investitore che gestisce più unità con approccio professionale.
La distinzione fiscale più importante riguarda la cedolare secca: per il primo immobile destinato a locazione turistica l’aliquota è del 21%; dal secondo al quarto immobile sale al 26%. Chi supera i quattro immobili è considerato automaticamente imprenditore, con obbligo di apertura della partita IVA indipendentemente dal volume d’affari.
Attenzione a non confondere la casa vacanze — struttura ricettiva soggetta a classificazione regionale e adempimenti specifici — con la semplice locazione turistica, che è un contratto di affitto disciplinato dal Codice Civile e ha un regime diverso.

Il CIN: l’obbligo che cambia tutto

Dal secondo semestre 2024 è in vigore il Codice Identificativo Nazionale (CIN), obbligatorio per tutte le strutture ricettive e per gli immobili in locazione breve. Il codice viene assegnato dal Ministero del Turismo tramite la Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR) e deve comparire su ogni annuncio — Airbnb, Booking, Expedia — e all’esterno dell’edificio.
Le sanzioni per chi non si adegua partono da 500 euro per la mancata esposizione e arrivano fino a 8.000 euro per chi esercita l’attività senza averlo ottenuto. I portali OTA, inoltre, sono tenuti a rimuovere gli annunci privi di CIN.

Adempimenti continuativi: la routine che non puoi ignorare

Indipendentemente dalla tipologia scelta, ci sono obblighi operativi che si ripetono ogni giorno:

  • Alloggiati Web: le generalità di ogni ospite devono essere trasmesse alla Questura entro 24 ore dall’arrivo (o immediatamente per soggiorni inferiori alle 24 ore). L’omissione configura un reato penale.
  • Ross1000 (per le strutture venete): trasmissione dei dati statistici sui flussi turistici per le rilevazioni ISTAT.
  • Imposta di soggiorno: il gestore la riscuote dagli ospiti e la versa al Comune, rispondendo in proprio per eventuali errori o mancati pagamenti.
  • OTA e ritenute: le piattaforme che gestiscono incassi operano una ritenuta del 21% per le locazioni brevi. La Certificazione Unica emessa dalla piattaforma è indispensabile per recuperare il credito in dichiarazione.

Quale formula scegliere?

Non esiste la risposta giusta in assoluto. Esiste quella giusta per il tuo immobile, per il tempo che puoi dedicarci, per i tuoi obiettivi.
Il B&B è ideale se vuoi integrare il reddito senza stravolgere la tua vita quotidiana e hai spazio in casa. L’affittacamere è la scelta di chi vuole costruire un’attività professionale scalabile. La casa vacanze è la formula più flessibile, ma richiede una gestione logistica efficiente — pulizie, check-in, manutenzione — anche da remoto.
Quello che accomuna tutte e tre le formule nel 2026 è la necessità di una pianificazione attenta: legale, fiscale e operativa. Un errore di valutazione all’inizio può tradursi in sanzioni, contenziosi o semplicemente in un’attività che non rende quanto potrebbe.

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