La settantaduesima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica è in piena attività a Venezia e, oltre alla programmazione ufficiale, è presente un’importante sezione dedicata al Mercato del Film, Il Venice Film Market, presso l’Hotel Excelsior del Lido.
Al terzo piano dell’hotel moltissime Film Commission provenienti da tutto il mondo si incontrano e hanno la possibilità di conoscere importanti società di produzione e promuovere il loro territorio come location per girare pellicole cinematografiche.
Ma cosa sono esattamente le Film Commission e come operano a livello territoriale?
Le prime Film Commission nascono negli Stati Uniti durante gli anni ’40, durante il boom delle produzioni cinematografiche, per rispondere all’esigenza di una struttura pubblica in grado di porsi fra le imprese di produzione e le autorità locali per offrire soluzioni e assistenza rapide alle produzioni audiovisive, attraverso il disbrigo delle pratiche amministrative legate alle riprese sul territorio. Col tempo, e grazie all’esperienza acquisita, le Film Commission iniziano a svolgere un ruolo di vera e propria promozione del territorio, intuendo i possibili vantaggi turistici ed economici connessi alla loro attività.
Da allora, tutte le Film Commission offrono servizi a favore delle società di produzione, nel tentativo di promuovere, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista artistico, la produzione sul territorio di propria competenza. I compiti delle Film Commission sono complessi, così come gli strumenti e le strategie per raggiungerli; l’obiettivo principale rimane tuttavia quello di attirare le produzioni audiovisive nel territorio di competenza.
In Europa, intorno alla fine degli anni ’80, è l’Inghilterra a dare il via alle prime esperienze di Film Commission, seguita dalla Francia all’inizio degli anni ’90 e successivamente da altri Paesi. Alla fine degli anni ’90, l’importanza della presenza di Film Commission viene colta anche in Italia, grazie all’impulso di alcune istituzioni come “Italia Cinema” (Agenzia per la promozione del cinema italiano all’estero), che invitano le Regioni ad aprire questo nuovo tipo di strutture.
Al giorno d’oggi, le Film Commission nel nostro Paese sono localizzate in quasi tutte le regioni e alcune anche in territori specifici, come ad esempio Alberobello, Terre di Siena o Polesine, suddivise in quattro tipologie:
– uffici interni agli enti pubblici (50% del totale);
– fondazioni a partecipazione regionale (15% circa);
– associazioni culturali che operano in convenzione con enti locali (20% circa);
– strutture miste pubblico-privato (15% circa).
Spesso, la molla che spinge gli enti territoriali italiani a dar vita ad una propria Film Commission è la volontà di promuovere il territorio e di valorizzare il patrimonio culturale esistente, suscitando nel contempo interesse attorno al settore dell’audiovisivo. Bisogna anche tenere in considerazione che la presenza di troupes sul proprio territorio non riveste, però, soltanto un valore turistico, ma anche un vantaggio economico non trascurabile: si pensi ad esempio alle spese sostenute dalle produzioni per il vitto e l’alloggio, all’incremento del giro d’affari delle imprese audiovisive locali, alla maggiore richiesta di manodopera di professionisti residenti nel territorio e, infine, allo sviluppo del cineturismo.
Non dimentichiamo, infine, che molti luoghi, in Italia e in tutto il mondo, sono diventati celebri e meta di importantissimi flussi turistici proprio grazie a film e telefilm che lì sono stati girati.
Fonte: “Le Film Commission: esperienze e prospettive” di O. Patrizia Ghedini, in http://www.regione.emilia-romagna.it/affari_ist/supplemento_4_06/ghedini.pdf

Leave A Comment