Lavorando in un territorio ricco di strutture agrituristiche come il Polesine ci siamo imbattuti nelle richieste di rinnovamento dell’immagine coordinata delle aziende. E l’immagine coordinata non può essere lasciata al caso.
L’immagine coordinata dal logo, al biglietto da visita, alla brochure deve essere studiata e adattata sui bisogni e le caratteristiche della struttura su cui ci si appresta ad operare. E tutto deve essere, ovviamente, pensato anche per il web.
Il lavoro si sviluppa in alcune fasi necessarie per essere completato, vediamo quali.
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Analisi
Ogni struttura presenta una propria caratteristica che la identifica in maniera netta e che la differenzia dalle altre strutture presenti nel territorio e in generale da tutte le strutture presenti nel mercato.
Dall’analisi della struttura nasce anche l’analisi dei potenziali clienti a cui questa vuole proporsi, si identifica cioè quale sarà il potenziale cliente a cui ci si rivolgerà, e quindi si capiranno i suoi gusti, ciò che sta ricercando e quindi ciò che lo può attirare. Solo tramite una prima fase di analisi si possono capire le differenze e i punti di valore che dovranno emergere dall’immagine coordinata e che saranno visivamente importanti per colpire il cliente che viene intercettato dal nostro materiale promozionale cartaceo o dal sito internet.
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Spunti
Dopo la fase di analisi, dove abbiamo individuato i punti di forza della struttura e quindi i clienti a cui ci rivolgeremo, si iniziano a porre le basi del lavoro concettuale (e poi di grafica). Qui nascono i primi spunti da cui partire per realizzare le bozze del lavoro riguardanti l’immagine coordinata. Cercheremo quindi di soddisfare tutti le esigenze o le richieste che ci sono pervenute dall’analisi. Questo è anche il momento migliore per dialogare con il nostro committente e capire qual è la sua idea o quale concetto ulteriore vuole esprimere per la sua attività.
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Bozze
Dagli spunti che abbiamo raccolto nascono quindi le prime bozze del nostro lavoro di grafica e di consulenza. E’ forse il momento di maggior attenzione e di operatività da parte della componente grafica. Le bozze, a volte, sono centinaia e ognuna ha un particolare in più, un “sentimento” diverso. Le prove colore, il negativo, l’elemento spostato “più in là” o “più in qua” dà all’immagine coordinata una connotazione unica. L’abilità sarà nella sintesi, e dopo i vari file “bozza1”, “bozza2” ecc. arriviamo finalmente a nominare un file “definitivo”. Dopo aver realizzato le bozze, prime di sottoporle al cliente, sarà necessario fare una ricerca sui marchi già presenti nel mercato ( se non vogliamo utilizzare i servizi offerti da qualche società o studio, possiamo ricercare in internet su alcuni portali specializzati) per vedere se possono esserci delle somiglianze eccessive con il lavoro che abbiamo appena eseguito.
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“Definitivo”, sicuro?
In grafica, o comunque in un lavoro complesso come quello dell’impostazione di una identità visiva di un’azienda o struttura agrituristica (come in questo esempio), non vi è mai nulla di definitivo. La versione finale dell’immagine coordinata richiederà altre ore di lavoro, confronto ulteriore con il committente e di attenzione ai dettagli ma la maggior parte del lavoro è compiuta.
Tra i dettagli sicuramente vi sarà, se stiamo per stampare del materiale cartaceo, la scelta della carta migliore per la stampa e per rendere al meglio i colori scelti o comunque l’idea di base da cui siamo partiti.
Come vedete ho semplificato al massimo e per rapidi passaggi il processo di creazione di un’immagine coordinata o identità visiva di una struttura che richiede estrema cura e attenzione, soprattutto nella fase di analisi per capire e poi trasmettere i valori dell’azienda anche a chi li incontra la prima volta.

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