Mettetevela via, web developer, social media manager e tutti quelli che lavorano nell’online, sappiatelo: l’online è morto.

Probabilmente questo articolo lo avrete trovato scritto in molti blog e siti presenti nel web, ma è semrpe bene riportarlo alla luce e parlarne, perché, se per molti non c’è “speranza” in internet, per molti altri invece il web è una soluzione (specie nel settore turistico e alberghiero).

Nessuno mi può trovare nell’oceano che è internet!

Ogni giorno la quantità di informazioni che vengono prodotte, i contenuti, le fotografie e tutto ciò che viene condiviso online, con il relativo dispendio di energie creative e di investimenti, è pressochè inutile! Certo, può esserlo se non pianifichi, crei e gestisci la tua presenza online!
Creare contenuto (a volte vuoto) non vuol dire sistematicamente essere presenti, visibili e che il mio potenziale cliente mi trovi (soprattutto se non conosco chi può essere interessato a me).

Questo dubbio (no, l’inutilità di essere su internet è una certezza, o almeno lo è per alcune persone) porta molte persone a concepire un’unica loro convinzione: l’online è morto e non serva a nulla investire in questo mondo.

Come sono arrivati a questa (errata) conclusione?

Attraverso poche e semplici considerazioni:

• Il sito web (realizzato nei primi anni 2000! si parla di età geologica in questi termini) non porta contatti di potenziali clienti.
E si il sito web, semmai ve lo chiedeste, non è responsive;
I social network? Inutili, non portano a nulla!
Gli annunci di proposte di pacchetto non hanno riscontro da parte di potenziali clienti e la sponsorizzata che è stata creata, non ha portato effetti (devo per caso aggiornarvi sul come è stata “creata” questa sponsorizzata?);
La vita online impiega troppo tempo nella vita reale: creare contenuti, diffonderli, curare la gestione del sito o dei social network non fa guadagnare nulla! Quindi se riduco l’impegno lì, sicuramente il risparmio in ore/lavoro e/o soldi con cui pagare un professionista sarà a tutto vantaggio del proprietario.
Solo le OTA mi danno risultati!
Gli unici riscontri (dati reali alla mano ne abbiamo?) dall’online derivano dall’essere presenti su Booking.com o OTA similari.

La tua convinzione non è la mia!

Ecco, partiamo (e concludiamo) il discorso dall’ultimo punto. Di per sé, se consideri l’online morto, non dovresti essere presente nelle OTA, anche perché (forse non te l’hanno detto) ma lavorano proprio sull’online! E quali sono i costi della tua presenza in questi portali?

E se l’online (che consideri morto) potrebbe tornarti utile per disintermediare e quindi abbattere i costi di commissione che lasci ad ogni prenotazione ai vari portali? Ti sembrerebbe brutta come soluzione?

Detto ciò, come vi avevo anticipato, il discorso si conclude qui.
Basta sottolineare solo un punto per far vacillare l’idea che forse l’online non sia proprio morto, nè tantomeno sia così agonizzante come molti lo ritengono. Anzi è un mondo che si trasforma, si aggiorna, cambia e si evolve giorno per giorno.

Quindi si, probabilmente l’online che c’era ieri ( e il tuo sito e la tua comunicazione online che è concepita come 5 anni fa e non ti dà risultati) è morto, ma quello di oggi, dello stesso momento in cui stai leggendo questo articolo, è vivo e vegeto e cambia, si evolve con noi.

E vedendola così è proprio vero: l’online è morto, viva l’online!

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