Il Rugby Rovigo Delta è campione d’Italia 2015/2016 sia per la squadra maggiore che per l’under 18. E il Badia Polesine torna in serie A di Rugby!

E voi ora vi chiederete perché ne parliamo nel nostro blog. Semplice, queste 3 squadre rappresentano un lustro e un vanto per il territorio polesano e ci indicano una cosa importantissima: la passione e l’amore verso il proprio territorio. Si perché l’effetto che hanno provocato negli appassionati e negli abitanti del Polesine è stato travolgente e ha fatto riscoprire in loro la passione e l’orgoglio di appartenere ad un territorio considerato di “serie B”.

Lo sport, ce lo insegnano i nostri cugini del nord Europa e degli USA, è uno dei veicoli fondamentali per promuovere il territorio.
Quanti di noi conoscono, ad esempio, le squadre inglesi e le città che le ospitano? Non da ultimo il caso di Leicester, dove un tecnico italiano (considerato scarso in Patria) come Claudio Ranieri, ha portato alla vittoria del campionato inglese una squadra da retrocessione di una piccola cittadina che di colpo ha subito una fama planetaria, un vero miracolo sportivo che si è trasformato in una case history per gli operatori turistici del territorio che si sono riuniti per dare forma e vita alla promozione territoriale.

Proprio questo esempio può essere utile da cogliere anche per il territorio polesano che con il Rugby, e le squadre come il Rugby Rovigo Delta, ha sempre avuto un rapporto di grande passione. Lo sport, e i risultati eccellenti raccolti da queste squadre, possono essere veicolo di promozione territoriale e di coesione territoriale. Se la popolazione, come ha dimostrato, ha riscoperto l’orgoglio di essere polesani, ecco che possiamo sfruttare questo “ritorno di fiamma” per il proprio territorio per coinvolgerla e farla diventare parte integrante di una promozione del Polesine che parta dal “basso” e che coinvolga anche le istituzioni in un processo continuo che porti la destinazione turistica Polesine a ricoprire un ruolo di importanza nel sistema turistico del Veneto.

Insomma le premesse per iniziare un lavoro di destination management partendo dallo sport ci sono tutte, ora basta solo cogliere la palla (ovale) al balzo e siglare la tanto agognata meta!

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