Oggi Il Gazzettino, nell’edizione locale di Rovigo, apre con questo titolo la propria prima pagina. Il giornale riporta infatti i dati della crisi del turismo in Polesine.

L’articolo riporta i dati degli ultimi 15 anni, dal 2001 al 2016. Il 2001, anno d’oro per il turismo in Polesine, infatti ha registrato circa 2 milioni di turisti, lo scorso anno invece le presenze turistiche hanno registrato meno di 1,5 milioni. A questa crisi di presenze turistiche si associa anche una forte perdita di posti letto, ben 380 unità (tra alberghi, agriturismi e le altre strutture ricettive presenti nel territorio).
Il vero anno nero della crisi del turismo in Polesine, viene sottolineato nell’articolo, è stato il 2013 con solo 1.480.000 presenze, con gli stessi turisti italiani che hanno snobbato il nostro territorio.

Ma è davvero così grave la situazione?

In realtà la situazione non è proprio così negativa come vuol far passare l’articolo. Bisogna ovviamente contestualizzare la trasformazione del turismo in atto in questi anni. Le persone infatti si stanno orientando verso un turismo più “veloce”, pochi giorni, se non un fine settimana, in cui però vogliono assolutamente sentirsi parte del territorio in cui soggiornano, fare esperienze, raccogliere la tradizione.

E il Polesine ha tutto questo da offrire, come abbiamo ribadito nella tavola rotonda organizzata con il Gal Adige lo scorso ottobre 2015.

Tradizioni ed esperienze ecco il mix su cui puntare.

Accanto a questo il turista che viene in Polesine è anche quello che ama la natura e il turismo lento, o slow che il nostro territorio può offrire a piene mani agli interessati. Certamente l’obiettivo ultimo degli operatori del territorio è anche quello di far soggiornare più giorni i propri clienti, offrendo qualcosa di nuovo che li possa interessare.

Una ricetta veloce per incrementare il turismo in Polesine?

Non esistono ricette veloci da offrire, niente di nuovo e niente di più vero, è la realtà.

La pianificazione turistica, o piano di destinazione,  deve prendere in esame un medio – lungo periodo per affermarsi, deve avere il sostegno economico e soprattutto gli operatori devono capire l’importanza della rete, Non devono più esistere chiusure e limitazioni, come neanche invidie e gelosie, si deve collaborare tutti insieme.

La pianificazione è uno strumento efficace solo se le volontà di tutti diventano un volere comune e una visione comune del futuro turistico del territorio.

Le istituzioni da una parte e gli operatori turistici privati dall’altra devono collaborare assieme per aiutare la destinazione Polesine, facendo convergere le proprie intenzioni in un unico progetto di destinazione condiviso e attuabile in breve tempo per poi raccogliere i risultati tra qualche anno.

Niente è impossibile, basta crederci (e impegnarsi!)!

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