Il turista di oggi è cambiato e di conseguenza è diventato un cliente più esigente e attento per quanto riguarda la destinazione. Sono tanti i motivi che hanno modificato i suoi atteggiamenti, ma due principalmente sono il rapporto con Internet e l’offerta low cost.

Il concetto low cost ha permesso a molte destinazioni un tempo arretrate e meno conosciute di offrirsi sul mercato a prezzi bassi e competitivi, entrando nel mercato turistico destagionalizzando l’offerta.

Anche la comunicazione del low cost è stata determinate nell’influenza al cambiamento del cliente. Comunicando prodotti senza grande valore aggiunto il cliente ha compreso come poter ottenere un servizio turistico semplice sborsando somme più basse.

Il turista di oggi che cerca un’emozione nella sua vacanza, è disposto a spendere somme importanti solamente in presenza di servizi turistici particolari, personalizzati e di alto valore aggiunto.

A questo punto ci chiediamo chi è il cliente di una destinazione turistica?

Il famoso Destination Manager Josep Ejarque, fa un’interessante classificazione, che noi sposiamo totalmente: la fetta più grande della domanda turistica di una destinazione appartiene alle famiglie che optano per offerte e pacchetti standard e i baby boomer, o meglio coppie di una certa età che viaggiano in due senza figli ormai diventati grandi.

A seguire ci sono altri gruppi meno nutriti, ma importanti, come i turisti avventurosi che desiderano proposte forti e non convenzionali, i cosiddetti LGBT (lesbian, gay, bisexual and transexual) che stanno aumentando e hanno una grande propensione alla spesa.

Non meno importanti sono i viaggiatori della terza età, che spesso viaggiano con i nipoti, che sono in espansione e i single che non vivendo relazioni stabili scelgono oltre alle classiche vacanze anche viaggi fuori stagione.

Ci sono coppie molto propense alla spesa come i DINK (double incombe, no kids) hanno reddito doppio e non spendono denaro per i figli. Questa tipologia di turisti ricerca il benessere ed il relax, ma anche l’avventura.

Riusciremo a creare offerte adeguate per portare in Italia la maggior parte di queste categorie di turisti?

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