Adottare il patrimonio culturale italiano? Ora si può, grazie all’ Artbonus! Ritornano a vivere i “mecenati”, ma come si può diventare mecenati? Cosa significa, ma soprattutto che vantaggi ci sono per chi investe nel nostro patrimonio artistico e quali sono i vantaggi per l’Italia?

Chi è o cos’è il Mecenate?

Il termine Mecenate nasce nel periodo più importante della storia artistica e culturale dell’Italia, il Rinascimento. Il termine trae origine dal nome del nobile romano Mecenate, figura della corte di Augusto, che aveva accolto i maggiori esponenti della cultura romana a cavallo tra il I sec. a.C. e il I sec d.C. Proprio nei secoli d’oro della produzione artistica italiana i nobili, appartenenti alle più importanti famiglie dell’epoca, come faceva Mecenate, radunano intorno a loro le più grandi personalità del panorama culturale offrendo loro un luogo dove lavorare e creare le loro opere che tutt’oggi ammiriamo affascinati nelle città d’arte italiane e nei nostri bellissimi musei. Partendo da questa figura storica il MiBact ha deciso di istituire i Mecenati un’altra volta, ovvero concedere alle persone sensibili ai temi della cultura e dell’arte, la possibilità di adottare il patrimonio culturale italiano, grazie ad una donazione spontanea, composto da monumenti o enti del panorama italiano che si occupano di cultura.

Da dove nasce la possibilità di essere mecenate?

Nel 2014, grazie al Decreto Legge 31.5.2014, n. 83 denominato “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, convertito poi in Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i., è stata attivata la possibilità per i privati e le aziende di sostenere il settore culturale italiano, siano essi strutture, enti o imprese culturali. Questa possibilità, oltre ad offrire un nuovo modo di finanziare il nostro patrimonio culturale materiale e immateriale, dà la possibilità di accedere, ai finanziatori, ad uno sgravio d’imposta pari al 65% dell’importo devoluto.

Chi vigila sull’assegnazione dei fondi? E sul loro utilizzo?

L’assegnazione dell’importo devoluto è a discrezione del “mecenate”. A garantire sull’utilizzo dei fondi e a vigilare sul sistema c’è il MiBact, il ministero per i beni artistici, culturali e per il turismo della Repubblica italiana. Chiunque può accedere e diventare mecenate del nostro patrimonio. Tutti i dati sono segnalati e aggiornati nel sito: http://artbonus.gov.it/

Serve a qualcosa questo neo-mecenatismo?

Attualmente i dati in nostro possesso (sempre forniti dal sito ufficiale del Governo) sembrano essere positivi. Molte persone (il sito segnala 2405 mecenati) hanno deciso di investire nella cultura italiana e i risultati sono stati positivi per il recupero di importanti manufatti e per sostenere le spese di gestione di alcuni importanti attori nello scenario culturale italiano e mondiale.
Lo Stato sicuramente è stato aiutato in maniera positiva dai fondi reperiti attraverso questa iniziativa, ma non deve essere una scusa per limitare la propria azione nel sostenere le attività culturali, anzi, può sfruttare le risorse rimaste per pianificare al meglio la gestione e la promozione di questi importanti siti.
Attività culturali che ci hanno sempre, come Paese, distinto nel mondo e che ogni anno attraggono milioni di turisti, che riconoscono nell’Italia la patria delle meraviglie storiche, della cultura e della bellezza.

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